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WARCHESS- RECENSIONE IL LIBRO DEL DESTINO

Di Gregory Samak

Qualche giorno fa ho deciso di fare una gara contro me stessa, leggere 15 libri in 30 giorni e per ora ci sto riuscendo. In biblioteca sono riuscita a recuperare qualche nuova uscita, cosa difficilissima qui visto che ci sono letture moooolto vecchie ma, per una volta ho avuto fortuna.

Trama: Non avrebbe dovuto accettare la sfida. Terrorizzato, il bambino distoglie lo sguardo dal viso soddisfatto dell’ufficiale nazista, che gli ha appena dato scacco matto. Ha perso, e ciò significa che la sua famiglia verrà fucilata dalle guardie del campo e che a lui verrà amputato un dito, perché ricordi quell’umiliazione per sempre… Elias Ein non è mai stato un uomo di fede. E anche adesso è convinto che debba esserci una spiegazione razionale per l’esistenza di quella immensa biblioteca. Che debba esserci una ragione, se vi si accede solo tramite una botola nascosta nel sottoscala della grande casa d’epoca che ha appena comprato. Che debba esserci una logica, in quell’elenco di nomi, date e brevi descrizioni di eventi che occupa tutti i volumi, dalla prima all’ultima pagina. Non può essere davvero il Libro di Dio di cui parla la Bibbia, in cui è descritta la vita di ogni uomo, passato, presente e futuro. Soprattutto, Elias non può credere che il destino di ognuno sia già stato scritto. Costernato, apre un volume, trova il nome che cercava e, distrattamente, posa il dito sulle lettere dorate. E all’improvviso si ritrova in un campo di concentramento, accanto a un bambino che ha un’unica possibilità per salvare la sua famiglia. Giocare una partita a scacchi con un ufficiale nazista.

Recensione: Il libro è composto da circa 280 pagine e in poco più di due ore l’ho letto tutto. Prima di tutto la storia è riuscita a catturarmi. Elias compra una casa dispersa tra le montagne in un paesino dimenticato da tutti e in questa casa trova una biblioteca segreta e presto scopre che quei libri contengono i nomi e le date di nascita di morte di tutte le persone che hanno vissuto sulla terra o che devono ancora nascere. Ma non solo questo, le lettere che si illuminano sul foglio gli permettono di viaggiare nel tempo.

Posso dire che la storia l’ho trovata affascinante così come i personaggi anche se le pagine erano poche e le lettere grandi.

Eppure qualcosa mi fa storcere il naso. I viaggi nel tempo sono sempre difficili da gestire ma in questo caso diciamo che l’autore ha fatto viaggiare il protagonista solo pochissime volte senza mettere in ballo le regole dell’universo (se cambi anche un solo elemento del passato cambierai tutto il futuro!).

Però… ho letto diversi libri ce trattavano questo argomento, si vuole sempre cambiare un particolare per poter cambiare il presente, in questo caso il protagonista vuole uccidere Hitler, nel libro 22/11/63 di King il protagonista viaggia nel passato per salvare il presidente Kennedy. Tutte cose giuste dal punto di vista “umano” ma per i fini di una storia non reggono. Sì, perché o il protagonista riesce nel suo intento a sgominare un omicidio o addirittura ad uccidere una persona cambiando le sorti del mondo, ma quando ritorna nel presente scopre che non è davvero così tutto rose e fiori, oppure non riesce a cambiare il passato e tutto rimane così com’è.

Cambiare il passato non per forza rende il presente ancora più bello e gli autori difficilmente nei loro libri cambiano il passato per rendere il presente bellissimo, senza guerra o problemi.

Alla fine penso che tutto deve rimanere così com’è, non bisogna cambiare un particolare del passato ma semplicemente l’uomo deve imparare dai propri errori. Cosa che non fa mai!

Voto: 4/5

Consigliato: Sì, ma visto il prezzo (17 euro) e le poche pagine vi consiglio di prenderlo in biblioteca!

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