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BOOK COSMOPOLITAN- RECENSIONE WARCHESS 1- LA MOSSA DEL DRAGO

Sinossi: È l’ultimo giorno di scuola per Mike, gli studenti si trovano fuori nel parcheggio quando un forte lampo fa svenire tutti tranne lui.  Viene attaccato dagli Shofen che si cibano di anime umane finché non viene salvato da due Black Jack armati di pistole e spada. Da quel momento la vita di Mike cambierà. Incontrerà Cavalieri, glover, fantasmi, elfi, demoni ma ogni inganno è nascosto dietro un altro inganno e arriverà a chiedersi se è lui a decidere il suo destino o fa tutto parte di una partita a scacchi di cui è solo una pedina.

LA MIA RECENSIONE

Dopo aver terminato “Warchess”, mi sono detta: wow, finalmente un fantasy degno di tale nome! Sono un’amante del fantasy e sono cresciuta leggendo Tolkien, la Bradley e mille altri autori. Mi piace perdermi nei mondi inventati e immaginare gli scenari descritti. Era da un po’, però, che non ci riuscivo più, gli ultimi fantasy letti mi avevano lasciato una sensazione di incompletezza. Finalmente, con Warchess, sono riuscita di nuovo a volare con la fantasia.

Warchess è un fantasy dal taglio classico, dove agli uomini si affiancano elfi, nani, fantasmi e altre razze inventate o meno conosciute. Anche la trama ripercorre il più classico filone fantastico: Mike, il protagonista, improvvisamente scopre di essere il predestinato, l’Eletto, nella lotta tra il bene e il male, intraprendendo un’avventura che lo porterà a viaggiare in un mondo nuovo e pieno di insidie. Scritto così, può sembrare banale. In realtà non lo è. In Warchess abbiamo tanti elementi che fanno da sfondo alla trama principale e altrettanti insegnamenti.

Partiamo dall’ambientazione: come già scritto, Warchess mi ha fatta volare con la fantasia. E questo accade soprattutto se l’autore costruisce e delinea perfettamente il proprio mondo. In Warchess l’autore ha saputo descrivere un’ambientazione ben congeniata senza peraltro dilungarsi in eccessive descrizioni. Con pochi tratti ha spiegato i mondi paralleli e come accedervi, e attraverso i dialoghi dei personaggi ne abbiamo colto i vari aspetti. L’autore ha dimostrato di avere chiare in mente le cose scritte, come se avesse davanti una cartina o come, meglio ancora, avesse visitato di persona i luoghi descritti.

Ma l’ambientazione è solo un aspetto che ho apprezzato di Warchess. L’altro ha riguardato, come anticipato, gli insegnamenti che si intuiscono leggendo il romanzo. L’autore ci insegna a credere in noi stessi, anche attraverso una “storia nella storia”, una sorta di favola per bambini. Soprattutto, l’autore ci ha insegnato che ognuno di noi può essere un eroe. Mike ne è l’esempio, e per tutta la storia dovrà battersi tra una parte di sé che vorrebbe abbandonare tutto, e l’altra parte che, invece, vuole continuare.

Sotto questo profilo avrei preferito una maggiore caratterizzazione del protagonista, che talvolta viene lasciato un po’ in disparte a scapito dei numerosi personaggi, che tendono a soffocarlo. L’autore avrebbe dovuto far emergere soprattutto la figura di Mike, con le sue angosce e i suoi sentimenti.

Pure gli intrecci alla trama principale talvolta creano un po’ di confusione, anche se lo stile pulito e scorrevole riesce a tenerli a bada. Avrei preferito dei dialoghi più semplici e meglio strutturati, perché spesso ammetto di essermi un po’ persa.

Nel complesso, Warchess è un romanzo, il primo di una saga/trilogia, che consiglio a tutti gli amanti del fantasy. Ovviamente leggerò la continuazione!

Di seguito i link:

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